INDIA: l’assordante silenzio dei media sulle persecuzioni anticristiane
Ott 7th, 2008 | By ugodepayens | Category: POLITICA INTERNAZIONALE->
Il silenzio del mainstream su ciò che sta succedendo in India diventa ogni giorno più assordante.
Partita dalla regione dell’Orissa, la persecuzione dei cristiani da parti di integralisti indù si è propagata come un incendio un pò in tutto il Paese, causando numerose vittime e danni materiali enormi.
Iniziano anche a contarsi a centinaia i cristiani costretti all’apostasia con la violenza, mentre una massa di migliaia di sfollati sta cercando la salvezza nella foresta o nei luoghi più difficilmente raggiungibili. Fonti di AsiaNews quantificano in 30.000 il numero dei profughi che, abbandonati al loro destino da tutti, rischiano la vita per fame, per malattia e per la minaccia armata. Senza contare le scuole bruciate, gli ospedali saccheggiati, le chiese e gli oggetti di culto vilipesi, in un quadro che invece di attenuarsi vede un’escalation continua che Dio solo sa dove potrà portare, se non verrà fermata.
Tutto ciò avviene senza che le autorità locali ed il governo centrale indiano muovano un dito, e nemmeno si sentono voci ufficiali che stigmatizzino l’accaduto. Sintomo evidente di come, per ragioni politiche di convenienza elettorale, nessuno sia intenzionato a porre un freno alla violenza indù. Anzi, talvolta pare che la polizia addirittura abbia avuto un ruolo quasi attivo, invece di intervenire per sedare i tumulti.
Quello che però lascia davvero senza parole è il silenzio della stampa internazionale e l’indifferenza che ostenta l’Occidente verso quelle che giudica, pare, delle scaramucce senza significato. Cosa aspetta l’ONU ad esprimersi? E cosa l’UE?
Nubi sempre più nere si addensano sulla comunità cristiana indiana.
Le ragioni di questo autentico pogrom? L’accusa (dimostratasi poi infondata) di essere cristiano il mandante di un omicidio politico, e ancora di più sono invise agli integralisti indù tutte le attività promosse dalle Chiese cristiane (soprattutto cattoliche e protestanti). Attività che vanno dall’accoglienza dei poveri e degli emarginati all’alfabetizzazione, dall’assistenza sanitaria alla riqualificazione di luoghi malfamati. L’India, la patria di Gandhi e della non-violenza, si sta insomma sollevando contro chi prosegue e amplifica l’opera di Santa Teresa di Calcutta.
E nessuno pare volersene accorgere…
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