L’epoca del disordine mondiale: assistiamo al declino americano?
Set 24th, 2008 | By FalcoConservatore | Category: POLITICA INTERNAZIONALE->
In molti, con la Caduta del Muro di Berlino nel 1989, prospettarono la “fine della Storia“.
Una delle due superpotenze non esisteva più, e l’altra poteva giustamente rivendicare, con orgoglio, la vittoria, dopo vari decenni di Guerra Fredda, a tratti in realtà piuttosto “calda”.
La Storia, dunque, sembrava “conclusa”, con un “Impero” statunitense trionfante, con il diffondersi del libero mercato, del capitalismo, della globalizzazione, anche in paesi distantissimi, in maggior parte sconosciuti.
Che cosa, del resto, poteva ostacolare l’espandersi della concezione occidentale della vita, nelle sue pur varie sfaccettature?
Chi poteva contestare agli Stati Uniti il ruolo di “poliziotto mondiale”, in grado di intervire dovunque, con ogni mezzo (pressione economica, militare, culturale)?
Ebbene, noi oggi possiamo dire che nel 1989 la Storia non è finta.
Si è aperta infatti l’era del “disordine mondiale“, caratterizzata da crisi locali e regionali in continua evoluzione. Pensiamo alla I Guerra del Golfo, alla Guerra dei Balcani, agli scontri in Somalia, alle mai sopite guerre etniche d’Africa.
E pensiamo soprattutto all’emergere dell’infido fenomeno del terrorismo islamico, che trova le sue radici in epoche più lontane, ma che dispiega i suoi mezzi con cinica volontà proprio nel pieno del territorio degli Stati Unti, nel cuore pulsante dell’economia mondiale, nella capitale dell’Occidente.
La Storia prosegue, e mette in discussione il primato degli USA. Per molti analisti, il XXI Secolo vedrà l’egemonia dell’Asia e della Cina, inarrestabile macchina produttiva, nazione popolosa e di ferrea conduzione (comunista solo nell’apparenza e nei modi di controllo).
In questo quadro, ritorna anche la Russia, che non vuole perdere la ghiotta occasione di rifarsi sull’America, nel suo momento di debolezza (e per qualcuno, di definitivo declino),
Le mire imperialistiche russe non vanno interpretate come un ritorno alla politica dei “due blocchi” contrapposti. I blocchi ora sono molti: da qui deriva un certo disordine poco controllabile. Il rischio dell’ “effetto domino” è elevato: la crisi in Georgia, tutto sommato locale, può costituire la miccia di un evento spaventoso, proprio perchè la piccola guerra, in realtà, è inserita in giochi più grandi.
Ritornano i movimenti delle “pedine”: se gli USA premono per l’entrata nella NATO dei Paesi dell’Est (ex- Patto di Varsavia), la Russia risponde schiacciando l’elemento debole (la Georgia, appunto), e minacciando il ritorno del riarmo e dei missili puntati sulle capitale europee.
La Storia, che spesso ritorna in maniera circolare, ci insegna a questo punto che per non perdere tutto, per non assistere alla fine della potenza americana, devono essere presi provvedimenti drastici.
Ma forse, ahimè, è già troppo tardi.
E’ possibile bloccare l’ascesa cinese? Che fare per impedire ai russi di incutere terrore ad Est?
FalcoConservatore
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finchè si è vivi,non è mai troppo tardi: tanto per cominciare,a novembre non si deve lasciare la guida della Nazione a chi è disposto a cedere su ogni fronte: occorre grinta e determinazione,per ricordare al mondo,prima ancora che alla Cina,che non si è più disposti ad accettare lo schiavismo,perché la potenza cinese su questo si fonda. Sulla Russia invece la situazione è un filo più complessa di come appare,quindi meglio sospendere il giudizio per ora