Alitalia, catastrofe dei sindacati: la CGIL colpevole della rottura
Set 18th, 2008 | By FalcoConservatore | Category: POLITICA NAZIONALE->
Per Alitalia è vicina la fine: a seguito del ritiro dell’offerta da parte della CAI, non sembrano esserci più speranze di salvezza per la compagnia di bandiera. Nonostante le trattative frenetiche, gli accordi parziali, la buona volontà della cordata e la disponibilità di alcune sigle sindacali, si è concretizzato lo scenario peggiore. Di chi è la colpa? Quali responsabilità si possono individuare?
Da questa vicenda, come prima impressione, esce distrutta l’immagine della CGIL, sindacato che -insieme alle organizzazioni dei piloti e degli assistenti di volo - non ha avuto il coraggio e la sensibilità di sottoscrivere la proposta della CAI. Epifani rischia di essere dipinto come il “becchino” dell’azienda, e le dichiarazioni del segretario della UIL Angeletti lo confermano. I dipendenti dell’azienda hanno rifiutato tutto, hanno stracciato qualsiasi offerta, hanno rigettato la sola idea di compiere sacrifici necessari ed indispensabili, per uscire da una situazione disastrosa e sull’orlo del baratro. Ora, come compenso, otterranno - in caso di vero e proprio fallimento - il licenziamento, la cassa integrazione per un certo periodo, e poi più nulla. 20.000 famiglie potenzialmente sul lastrico. Si arrangino: come dice il proverbio, “chi tutto vuole, nulla stringe”. Anni e anni di privilegi ( si legga il libro “L’altra casta“) , a spese dei cittadini, hanno viziato fin troppo in profondità questi dipendenti.
Berlusconi ne approfitti per concordare un rilancio dell’Italia con gli unici sindacati responsabili, lasciando nell’irrilevanza e nello stato di condanna la CGIL, ormai aspramente criticata dalle altre organizzazioni. Epifani ha ottenuto ciò che si merita: per il suo sindacato, questo giorno sarà ricordato come una catastrofe, una Caporetto.
FalcoConservatore
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Ma come, gli stessi sindacati che hanno ricevuto il plauso dell’allora opposizione per aver fatto saltare la trattativa con AirFrance ora vengono biasimati per il loro comportamento davanti al “piano di salvataggio” della CAI ben più svantaggioso del precedente per i lavoratori Alitalia… c’è qualcosa che non torna!
Si chiama equilibrio, equidistanza, parole vuote per la destra italiota.
Qualcuno spieghi perchè avrebbero dovuto firmare, se non andava bene quell’offerta come poteva andare bene questa?!?
INCREDIBILE!
Dai che il piano di salvataggio di AirOne… ehm scusate di Alitalia (hihihi) in porto!
E la CGIL verrà ricordata come il sindacato che è riuscita a non cedere al ricatto del Governo e di qualche imprenditore ben ammanicato e di contro ha ottenuto con la sua intransigenza qualcosa in più (ancora troppo poco) per i sui iscritti, altro che sconfitta!!!
I lavoratori si sentiranno più tutelati sotto l’ala della CGIL da ora in poi o sotto l’ombrellino degli imbelli Bonanni ed Angeletti??
Al Falco l’ardua sentenza.