Una destra per sgarbo

Lug 27th, 2008 | By FalcoConservatore | Category: VETRINA

In Italia una destra non c’è, non è mai esistita e mai esisterà. Non ci sono le condizioni storiche prima ancora che sociali e politiche perché nel nostro Paese vi sia spazio per una destra. Intendendo destra nel suo unico senso corretto, ovvero di conservatorismo.
L’Italia non ha un passato né un presente da difendere. Italia significa risorgimento, resistenza e antifascismo, ovvero le guerre civili da cui le sparute forze nazionali e conservatrici del nostro Paese sono rimaste sconfitte e senza più alcun dio a cui votarsi. L’Italia è una nazione raccogliticcia, messa su in odio allo straniero e rimasta senza solide radici in mano ad una Chiesa universalista e a una classe politica bassa e truffaldina. Forse un giorno nemmeno troppo lontano lo Stato unitario non esisterà nemmeno più e il nostro popolo marcerà diviso e contento tra le genti d’Europa.
Quella che si è soliti chiamare “destra italiana” è in realtà uno scherzo di cattivo gusto. E’ solo neofascismo in varia quantità miscelato a democristianume, roba sociale e socialista, spiriti mazziniani e repubblicani, gente anarchica e sovversiva. Lontana dalla classe baronale, povera culturalmente, questa destra per sgarbo è in realtà una sinistra populista ed egualitaria che in cuor suo antipatizza con tutto ciò che dovrebbe contraddistinguere un sano pensiero conservatore. Stile, classe, buone maniere le sono estranee come il gusto per l’autentica libertà. Ciò che è antico e consuetudinario, sconosciuto.
In ragione di ciò quei pochi inegualitari che il destino crudele ha voluto diversi dal coro - gente come Longanesi, Guareschi, Giannini, Einaudi, Prezzolini, Montanelli - non trovando una casa per il loro conservatorismo sono vissuti da esuli. Chi ha varcato la fatidica porta del missinismo, come Fisichella, è stato dalla canaille messo al bando. Oggi è la Santanchè, a suo modo conservatrice e di destra, ad aver vita difficile, costretta a nuotare controsenso, a pensare qualcosa di destra e ad avere solo un’altra sinistra a cui parlare. In mezzo a tanti cialtroni rossi (che rimangono tali anche quando ci sembrano neri) la sua esigenza di voler rappresentare una destra impossibile è tanto condivisibile quanto ingenua e folle. Questa sua missione che non ha alcuna possibilità di riuscita suscita simpatia, non fosse altro per questo.

Florian

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One comment
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  1. Sono d’accordo con te. L’Italia è terra arida per chi ha intenzione di coltivare idee conservatrici.
    Dissento solamente su due punti.
    1) La classe baronale. Spesso nella nostra storia la classe baronale si è posta verso le monarchie con scarso senso della nazione. Un esempio: dopo l’anno mille i normanni hanno conquistato sia l’Inghilterra sia l’Italia meridionale, manifestando le medesime tendenze accentratrici. Solo che in Inghilterra i baroni capeggiati da Simon de Montfort sentivano forte il senso del bene comune, che comprendeva il riconoscimento dei costumi ereditati dalla tradizione, ingaggiando una lotta che portò alla concessione della Magna Charta, un patto che riconosceva tanto l’autorità del re quanto le libertà individuali (che per gli inglesi erano qualcosa di vivo e concreto). Invece, i baroni italiani preferirono dedicarsi alla congiura e alla lotta per i privilegi di singole cordate di nobili, dando vita a delle rivolte che non portarono ad alcun patto tra la casa regnante e la nobiltà, ma solo a sporadiche concessioni, che instillarono l’uso, seguito poi anche da Svevi, Angioini e Aragonesi, di ingraziarsi lotti di baroni secondo le convenienze del caso.
    Ciò spiega anche perché nell’Italia meridionale è stato sempre vivo, nelle classi popolari, il senso di fiducia nei confronti del monarca, il quale spesso interveniva a porre fine ai soprusi perpetrati dai baroni.

    Questi fenomeni sono esattamente l’opposto di quanto accaduto in Inghilterra, dove invece furono i baroni ad essere visti come tutori delle libertà degli inglesi. E ciò spiega, a mio modesto parere, il motivo per cui il mezzogiorno continentale è diffidente nei confronti delle proposte federaliste oggi di moda.

    Probabilmente i baroni del centro-nord Italia hanno una storia ben più “nobile”. Sono aperto a conferme in questo senso.

    2) Daniela Santanchè. Siamo sicuri che le sue posizioni “rosse” in materia di politica economica e sociale la rendano capo ideale della destra conservatrice italiana?
    Io ho i miei dubbi, ma resto disponibile a smentite.

    Grazie

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