La Cina ce l’ha fatta, e nel frattempo il Tibet muore

Lug 8th, 2008 | By FalcoConservatore | Category: POLITICA INTERNAZIONALE

Come quasi sempre accade, la strategia dell’allungamento dei tempi ha dato i suoi frutti. I dirigenti comunisti cinesi sanno bene che per non macchiare le Olimpiadi è necessario mettere il silenziatore a tutte le proteste in Tibet, non già tramite una repressione violenta (che pure inizialmente c’è stata), ma attraverso una serie di negoziati promessi e mai seriamente attuati, se non per qualche vaga dichiarazione di apertura, qualche fugace incontro che non ha alcun valore concreto.
Il Tibet può stare zitto e calmo, tanto per adesso ci sono le Olimpiadi… e la Cina da parte sua, in questo momento (poi chissà) non vuole certo agitare le acque.
Ma nel frattempo quel paese muore lentamente: tramite migrazioni più o meno forzose, e le “normali” violazioni dei diritti umani che non fanno notizia e sono all’ordine del giorno nelle dittature, la cultura tibetana viene disgregata passo dopo passo, nel silenzio interrotto solo da qualche iniziativa destinata a non avere seguito.
Quasi tutti i capi e rappresentanti delle Nazioni occidentali andranno all’apertura dei Giochi, nonostante le ben note vicende di qualche mese fa, nonostante il sangue versato.
Ormai il Tibet non fa più “notizia”, e alla Cina basta un “omicidio” eseguito lentamente, senza troppo clamore.

FalcoConservatore 

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3 comments
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  1. Tristemente in accordo con te!

  2. Rabbiosamente d’accordo con voi.
    Ma il Dharfur ?

  3. beh il Darfur,non essendoci modo d’imputarlo agli USA,non rientra tra le priorità pacifinte….sulla Cina,torno a ripetere che ad avere coraggio si potrebbe utilizzare il megafono olimpico per sturare le orecchie di chi non vuol sentire…

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