Nuke on Iran as soon as possible, please

Giu 26th, 2008 | By ugodepayens | Category: POLITICA INTERNAZIONALE

Si fa davvero fatica a immaginare quale reale minaccia possa diventare un Iran in possesso dell’arma atomica. Eppure sarebbe proprio il caso che tutti noi cominciassimo a reoccuparcene, visto che (almeno fino ad oggi) nulla sembra poter fermare le mire persiane.

Non è servito a nulla il pressing in atto da anni su Ahmadinejad da parte di Stati Uniti ed Israele, e nessun risultato concreto avranno le sanzioni economiche e diplomatiche che l’UE ha tardivamente applicato da qualche giorno a questa parte.

E’ inutile: la storia insegna che sanzionare economicamente un Paese retto da qualche despota in cerca di gloria risulta inutile, nel migliore dei casi. Molto deleterio, invece, in altri casi, quando cioé a subire gli effetti del blocco sono le popolazioni.
Senza tornare a Mussolini ed Hitler, basterebbe guardare a ciò che è accaduto nel vicino Irak di Saddam, che ha continuato a costituire un cancro purulento finché non si è provveduto a operare in modo invasivo. E ancora oggi metastasi pericolosissime si annidano nel Paese tra i due fiumi, causando uno stillicidio di vite umane e di risorse economiche.

Così sarà per l’Iran, se non si adotteranno al più presto le contromisure adatte. Ed è chiaro che di contromisure militari stiamo parlando.

Vediamo quali sono le proposte a mio parere maggiormente auspicabili, quindi.
Non è scientificamente provato che il nucleare iraniano vada avanti a scopi militari, questo no, ma quale altro Paese esportatore di petrolio si sta preoccupando di farsi centrali nucleari in questi anni? L’Arabia Saudita? L’Egitto? Il Venezuela di Chavez?
Visto che prevenire è meglio che curare, specialmente se stiamo parlando di armamenti nucleari, è indispensabile stoppare in modo netto e deciso l’arricchimento dell’uranio, e dimostrare agli Iraniani che non siamo disposti a stare al loro gioco. Farsi vedere pavidi, come finora è stato, avrebbe la sola conseguenza di ringalluzzire l’orgoglio nazionale, che facilmente si innesta sull’integralismo islamico.

Intervenire dunque, ma in che modo? Le opzioni sono tante, e a noi poveri blogger Conservatori manca il polso della situazione che invece le intelligence dei Paesi della NATO sicuramente hanno, ma qualche considerazione si può comunque fare.

Ad esempio per quale ragione l’attacco diretto alle installazioni nucleari viene paventato solo da Israele? E’ evidente che una società che voglia definirsi civile non possa delegare il “lavoro sporco” a qualcun’altro. Eppure…

Alcuni obiettano che un attacco aereo sarebbe molto pericoloso e rischierebbe solamente di elevare sempre più i toni dello scontro, mettendo a rischio l’integrità territoriale del vicino Irak e scatenando una guerra anche terrestre.
E’ una considerazione che deve essere attentamente vagliata, certo. Ma non può però far tornare indietro sui proprio passi. Ovvero, una volta che è stato giudicato necessario interrompere con la forza il programma nucleare iraniano, non ci si può tirare indietro perché “è troppo pericoloso”. Esistono altre opzioni, esiste ad esempio l’utilizzo di tutto il potere aereo sull’intero Paese, che colpisca e distrugga non solo le installazioni nucleari, ma anche le truppe, i nodi viari e le comunicaizoni delle forze armate iraniane.

Anche perché, diciamocelo, se la NATO intera avesse paura dell’Iran, allora forse dovremmo chiederci se l’Iran non abbia già vinto la guerra.

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3 comments
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  1. il motivo vero per cui non si è ancora proceduto alla rimozione del bubbone è che la situazione irachena non è del tutto normalizzata, inoltre gli Usa sono in piena campagna elettorale e si sa che nessun presidente a fine mandato prende iniziative belliche,a meno di esserci costretto dagli eventi. quindi,è ragionevole prevedere che per tutto quest’anno (ché va ricordato che il presidente eletto a novembre entra in carica solo il 20 gennaio 2009) si seguiterà a tentare la via diplomatica. Solo quando sapremo chi sarà il prossimo inquilino della Casa Bianca potremo vedere qualche mossa più decisa

  2. C’è un interessante articolo sul Figaro a proposito del problema Iran/Stati-uniti. Questi ultimi starebbero per riprendere i contatti diplomatici diretti - attualemente si appoggiano alla Svizzera. I motivi avanzati (dai giornalisti e dai lettori) sono due: mettere le mani nella marmellata, ossia approfittare dal vastissimo mercato economico iraniano, dato che gli europei e i francesi in particolari hanno sprecato occasioni d’oro.
    L’altra motivazione avanzata sarebbe “spiare” da dentro il paese, prenderne il polso e sostenere l’opposizione.
    Comunque, per tornare al problema nucleare iraniano, le vie sembrano solo due: eliminare democraticamente Ahmadinejad e/o eliminare il nucleare bellico, a livello mondiale. Due utopie ! Due utopie ?

  3. Il programma nucleare iraniano va fermato, ma non con la forza. Sappiamo bene quali sono state le conseguenze dell’attacco diretto in Iraq, qui descritto piuttosto come intervento chirurgico che come invasione che ha portato alla morte di 88.000 persone civili contro 1000 soldati nato: distruzione indiscriminata, barbarie di guerra, appropriazione indebita delle risorse appartenenti ad altri popoli e una campagna per non far sapere tutto ciò a chi doveva sostenere la guerra(i cittadini dei paesi democratici, ovvero, noi).

    I dittatori devono essere eliminati dal popolo, non dall’intervento straniero. Non possiamo imporre a un popolo un governo anche se non gli va bene, solo perchè noi lo riteniamo la cosa migliore per “loro”. Il popolo stesso, quando gravemente oppresso trova la forza e il coraggio di sollevarsi. Come disse qualcuno “ogni popolo ha il governo che si merita”.

    Per questo io HO PAURA che la nato intervenga(e interverrà). Non porterà la pace, nè un mondo migliore, nè sicurezza all’abusivo stato di Israele(che evidentemente si può anche arrangiare, visto che già possiede 170 testate nucleari, anche se non dichiarate ufficialmente). Io non sono una spalleggiatrice di Ahmadinejad, sono solo una pacifista. E in quanto tale ritengo che il popolo iraniano(che non è quella massa di estremisti islamici misogini e violenti che alcuni credono) deve essere appoggiato nella rivolta, e non represso da nuovi padroni con la pelle un po’ più chiara. Ho fiducia nei cittadini iraniani, molta più di quanta non ne abbia nei cittadini che si definiscono democratici.

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