il punto della situazione
Giu 26th, 2008 | By perplesso | Category: SPECIALE ELEZIONI U.S.A.->
La campagna presidenziale americana comincia ad entrar nel vivo,i tour dei 2 contendenti per gli USA sono da tempo avviati e come era fin troppo semplice aspettarsi anche le prime frecciate. a noi però non interessa la polemica spicciola,interessa di più vedere come sta il candidato repubblicano. Non disponendo di sondaggi freschi (e cmq sarebbero poco attendibili a 4 mesi dal voto),possiamo solo affidarci alle impressioni che discorsi e programmi del senatore dell’Arizona stanno suscitando. Sappiamo ad esempio che McCain,ma anche Obama in verità,ha individuato nelle donne una possibile chiave di volta del voto di novembre. Con la sconfitta di Hillary Clinton alle primarie democratiche,è saltata la campagna volta a coagulare il voto femminile attorno all’ex First Lady e nel clan di McCain si creda,o meglio si spera,che la cosa possa essere vantaggiosa per la causa repubblicana. i mesi estivi sono solitamente usati dai 2 candidati per organizzare la propria squadra di governo,per arrivare alla convenzione del proprio partito potendo dire “ecco,se vinco governerò con costoro”. e John McCain sta da tempo lavorando per convincere una delle donne del partito a fargli da Vicepresidente. i nomi più gettonati sono quelli di Condoleeza Rice e del governatore dell’Alaska Susan Patin. la prima sarebbe una scelta di continuità con l’amministrazione Bush, quindi garantirebbe sia conoscenza della macchina della Casa Bianca che un forte polo d’attrazione di voti anche della comunità afroamericana. d’altro canto,scegliere una bushiana di ferro come lei smentirebbe in parte la campagna condotta fin qui e rafforzerebbe la convinzione nella gente che la soluzione di continuità con l’amministrazione Bush non sarebbe così sincera come predicato sinora. La Patin,per la sua storia personale,sarebbe un ponte ideale,una mano tesa verso quell’ala destra del GOP che ancora non si vuole sbilanciare per McCain. ma portare a Wasghinton una donna che sostanzialmente n0n è mai uscita da Anchorage costituirebbe una sfida al buio,oltrechè un marcare una certa distanza da quell’elettorato di “centro” che è la vera preda sia di McCain che di Obama. Passando all’analisi programmatica,chi scrive seguita a ritenere che è sufficiente leggere i testi dei vari interventi di McCain in giro per l’America per rendersi conto di quanto siano false e tendenziose le accuse d’essere un RINO. Certo il senatore dell’Arizona è un pragmatico,certo non è uso riferirsi a Dio in ogni sua esternazione,ma su temi come aborto,eutanasia,nozze gay la sua posizione pare assolutamente in linea con la tradizione GOP. A noi piace poi molto la sua determinazione a proseguire la lotta al terrorismo islamico su terra islamica e qui diversamente da quel che si vuol far credere si nota la discontinuità con Bush,che s’affidò troppo alle parole di teorici della guerra che però in vita loro non hanno mai calcato il campo di battaglia. John McCain è uomo che la guerra l’ha conosciuta in prima persona e sa che meno i politici mettono becco nelle decisioni militari e meglio è. Per cui pare,almeno per ora, assolutamente da preferire la sua politica di sostegno all’opera di Petreus in Iraq ed anzi ad una sua applicazione anche in Afghanistan. Quello che però ancora non è emerso negli interventi di McCain è la sua posizione in merito all’alleanza atlantica,tema che per ovvie ragioni ci è molto caro. speriamo che nelle 10 sfide TV lanciate da McCain ad Obama il tema possa essere trattato e sviscerato
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