Legge 194: un punto… anzi due

Mag 30th, 2008 | By ugodepayens | Category: POLITICA NAZIONALE

 Ndr, mi permetto di riportare sulla nostra vetrina le considerazioni di Anita, che si trovavano in uno dei commenti a questo articolo:

http://falcodestro.altervista.org/wordpress/?p=654

Due riflessioni sulla legge 194 che, mi sembra importante ricordarlo, si chiama “ NORME PER LA TUTELA SOCIALE DELLA MATERNITA’ E SULL’INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA”.

Ma prima di cominciare vorrei stabilire un punto fermo: E’ assolutamente inutile sapere se il “prodotto” (perdonatemi il termine) dell’aborto è un ammasso di cellule, un embrione, un feto, un bambino, un essere in divenire…, perché qualunque sia il nome che date al concepito, il risultato è lo stesso: l’aborto fa male. Che si tratti di una donna ultra cattolica o iscritta all’UAAR, l’aborto fa sempre male… E per chi vuole approfondire l’argomento consiglio “L’Aborto e poi? La Sindrome Post-Abortiva del Dott. Dario Casadei , che troverete facilmente in rete. Esistono molti altri studi sulla sindrome post-abortiva - inglesi, americani e francesi – e anche studi sui rischi per la salute fisica: sembra ormai assodato che, oltre al rischio di infertilità, ci sia anche il rischio di tumore al seno dovuto all’interruzione del processo ormonale che si sviluppa con la gravidanza. (Ricordo qui che il tumore al seno con cause ormonali è il più grave)

Dunque penso che sarete d’accordo con me nell’affermare che l’aborto non è il problema dei cattolici o dei laici, non è un problema di società libera o reazionaria, è solo un problema di civiltà umana, e vorrei che nel rispondere , lasciate perdere le considerazioni di questo tipo, che già pullulano su altri thread. Perché non si tratta di ottenere delle conversioni, di votare per un partito o per l’altro, già siamo a muro contro muro! Si tratta solo di vedere se si riesce ad interrompere questa piaga di nome aborto.

Perché si abortisce?
Le difficoltà alla gravidanza dovute a: salute del feto, salute fisica o psichica della madre, salute del padre o dei familiari, numero dei figli, difficoltà economiche, disoccupazione, alloggio insufficiente o mancante, sono dichiarate prevalentemente da donne coniugate.
Le difficoltà alla gravidanza dovute a: età della madre, studio e lavoro, pregiudizi sociali, difficoltà nel rapporto di coppia, rifiuto del partner, rifiuto della famiglia, sono dichiarate prevalentemente da donne nubili. (tratto dal rapporto CAV 2006 dal sito del Movimento per la Vita)
Rilevante è la percentuale di difficoltà economica: nel 2006 il 43% contro il 23% nel 1990.

Sarebbe anche interessante sapere come è cominciata la gravidanza ! L’unico dato ufficiale che ho trovato è del governo francese e tratta dei motivi per il ricorso alla pillola del giorno dopo:
Motivi del ricorso alla contraccezione d’urgenza Source : Baromètre santé 2005, Inpes.
Motivi 15-19 anni 20-24 25-34 35-44 45-54
Pillola dimenticata 21,6 27,8 26,3 23,2 23,3
Rottura del preservativo 49,8 39,1 37,1 19,9 16,7
Metodo naturale 8,2 11,4 10,5 18,2 16,2
Nessuna contraccezione 14,5 18,2 21,0 28,1 28,8
Altri metodi, non sa 5,9 3,5 5,1 10,6 15,0

Ne possiamo dedurre che ci sono due livelli di intervento per evitare l’aborto: la prevenzione prima, la rimozione delle difficoltà obiettive o soggettive dopo.

Prevenzione.
Sembra che non servano proprio a niente né l’informazione a tappeto, né l’educazione sessuale nelle scuole. Sia la Gran Bretagna che la Francia hanno intrapreso politiche in questo senso, cominciando addirittura con pre-adolescenti di 12-13 anni. Senza risultati, gli aborti tra i 16 e i 24 anni sono i più alti. Anche l’Italia imbocca questa via, ma più che educare ad una sessualità consapevole, si riesce solo a risvegliare morbose curiosità in ragazze/i ancora in età di play-station. Forse sarebbe il caso di educare genitori e educatori, e ricordare loro che se la patente e il diritto di voto scattano solo a 18 anni, una ragione ci sarà ? Concordo che è difficile combattere l’immagine di sessualità libera continuamente offerta a tutti i livelli: televisione, strada, scuola …. Ma occorre fare capire ai ragazzi che serve anche una maturità sessuale, che corrisponde alla maturità fisica e alla maturità psicologica. Senza queste due tappe, l’atto d’amore perde tutto il suo significato, e si riduce al congiungimento di due corpi.
Però la strada è lunga e tutta in salita. C’è da sperare che si tratti solo di una fase evolutiva propria del terzo millennio, magari dobbiamo solo ancora metabolizzare la famosa rivoluzione sessuale degli anni ’60! già si parla del ritorno alla castità, un’altra moda ? Da un eccesso all’altro..

Il dopo.
Un spermatozoo ha incontrato un ovulo.
Dai dati ricavati dal rapporto del CAV risulta che quasi il 50% delle difficoltà a proseguire la gravidanza è dovuto a difficoltà economiche. E ci credo, considerato quanto è penalizzata economicamente in Italia la famiglia e più specificamente la donna! Tuttavia se in Francia per esempio è “molto conveniente” avere figli, lì l’aborto è ancora oltre 210.000 casi all’anno, e sono diminuiti dal 1985 ad oggi solo perché sono diminuite anche le donne in età fertili (questa è una nota per Livia Turco che si congratula perché in Italia sarebbero diminuiti gli aborti, scivolando sul fatto che sono soprattutto diminuite le donne fertili. Difatti tra le extra-comunitarie gli aborti aumentano perché aumentano anche il numero di donne in grado di concepire !!)
Dunque, per riprendere il discorso economico, neanche forti incentivi economici riescono a convincere le donne a portare a termine una gravidanza non desiderata.

Eppure tutte le proposte di legge o le discussioni in Italia e in Europa per contrastare l’aborto si basano su questi due aspetti:
- informazione sulla contraccezione,
- aiuti economici sostanziosi.

Possono essere molto utili, ma non bastano affatto.

L’Italia ha una media più bassa di aborti per rapporto al resto dell’Europa, soprattutto i paesi dell’Est. Sta insieme a Grecia, Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Finlandia,Irlanda e Polonia, tutti sotto i 15 aborti ogni 1000 donne.
Ora, non vi sembra strano che i paesi dove l’aborto è ancora “basso” siano quasi tutti paesi a forte presenza cattolica o comunque con una presenza della Chiesa molto forte? Dunque l’unico deterrente all’aborto sarebbe la chiave morale-etica? Non l’educazione sessuale o gli incentivi economici? Per noi cattolici la risposta è evidente, ma come proporla a livello nazionale questa chiave?

Io indicherei “l’esempio”: sappiamo che i nostri ragazzi – e non solo loro…- sono fortemente influenzati dai loro idoli , cantanti, attori, sportivi, e simili. Se riuscissimo a proporre il “portare a termine una gravidanza” come un fatto positivo (stavo per scrivere trendy!), e invece l’aborto come un fatto negativo, e non un segno di libertà come si cerca di fare credere oggi, usando proprio i loro “idoli” come veicolo, oltre ad una buona educazione all’amore, forse riusciremmo ad invertire la tendenza.
Evidentemente per gli adulti la questione è diversa, insieme più complessa e più terra-terra, dato che lo scoglio più grande è quello economico. Lì abbiamo generalmente a che fare con coppie stabili, che hanno invertito la nostra scala di valori che tutto sommato aveva retto per diversi secoli: Dio, famiglia, lavoro - con lavoro intendo anche benessere, casa, vacanze, vita sociale … - Recuperare Dio è un percorso individuale, personalmente compiango quelli che si definiscono atei – che solitudine! - , ma rimettere la Famiglia prima del lavoro è compito della nostra società, a cominciare dai mezzi di comunicazione, poi dallo Stato anche attraverso il cambiamento dello stato giuridico del feto in “persona” con iscrizione all’anagrafe e sepoltura dignitosa in caso di morte prima della nascita (Cassazione Francia 6 febbraio 2008) e poi anche politiche socio-economiche per la famiglia.

Per finire vorrei ricordare che lo stato francese ha riconosciuto che la sua legge sull’aborto del 1975 è stata votata sulla base di dati-truffa: non erano affatto 1.000.000 gli aborti clandestini ma “appena” 65.000 per poi schizzare a 320.000 negli anni ’80, prima di cominciare a scendere, ma questo, l’abbiamo visto, anche per il calo del numero di donne in età fertile. Di un problema morale hanno fatto un problema sociale, noi dobbiamo farlo tornare un problema morale.

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2 comments
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  1. Su questo aspetto il governo di centrodestra deve fare qualcosa: togliere il maggior numero di cause per cui si ricorre all’aborto.

  2. Ho 27 anni, un lavoro che mi appassiona. Qualche mese fa ho incontrato un ragazzo, simpatico, però non proprio il mio tipo. Ho pensato “non è quello giusto”, ma poi mentre ci pensavo e decidevo di smettere di vederlo, scopro di essere incinta: shock ! panico! No, non lo posso tenere. Cosa dirà la mia famiglia, e questo ragazzo poi, non lo voglio per tutta la vita! Allora, io che desidero tanto avere figli un giorno, io che avevo principi contro l’aborto, mi sono detta: non è possibile, devo abortire… Mi sono informata… E poi, è stato più forte di me, ho chiamato la mia migliore amica. Ho pianto tanto, mi ha ascoltato, abbiamo parlato moltissimo. Mi ha consigliato di prendere tempo, di vedere le cose sotto un’altra prospettiva, di incontrare gente che potesse aiutarmi psicologicamente.. Poco a poco il panico è scemato. Primo perché mia madre dopo una reazione di sorpresa, mi ha assicurato che mi appoggiava. E ho capito poi che mi dovevo sentire libera: quel ragazzo, non ero obbligata a vivere con lui. Naturalmente potrebbe non essere così semplice. Non era quel che avevo sognato. Ma ho deciso di avere fiducia. Da allora mi sento meglio. E’ un maschietto. Nascerà tra due mesi. Gli parlo, gli dico che lo amo, che ce la caveremo. Grazie a voi di esserci per permettermi di raccontare.

    A 19 anni mi sono ritrovata incinta a seguito di uno stupro. I miei genitori non volevano che tenessi il bambino perché non collimava con i progetti che avevano per me ; era una macchia. Per me naturalmente era dura, ma sentivo che quel bambino dovevo tenerlo. Penso che nella scelta c’entrasse anche il fatto che io sia una figlia adottiva e che consideri che la vita sia in ogni caso preziosa, anche se non vissuta nelle migliori condizioni (non erano rose e fiori con i miei genitori adottivi). Avevo avuto la mia opportunità, la dovevo adesso a questo bambino. A quell’età consideravo la vita come una battaglia e che le cose non potessero andare peggio di quanto l’avevo già vissute. Avere questo bambino non mi sembrava insuperabile. Facendo questa scelta era sicura di rinunciare a sposarmi: chi vorrebbe me con un bambino ?
    La vita ha voluto che io incontrassi un ragazzo, anche lui in mezzo a grossi problemi. E’ chiaro che non ci saremmo mai incontrati se tutte andava liscio per noi. Oggi, sono passati 12 anni, sono super-felice, per il marito che ho, per la mia vita con i miei figli. Non è sempre facile con il più grande, abbiamo sempre la tendenza a proteggerlo più degli altri e paura di non fare abbastanza. Ci sono ferite legate alla sua storia, ma sono sicura che farà grandi cose. Sono piena di speranze. Oggi quando guardo la mia vita penso che non sarei a questo punto senza questo bambino, ma lo penso anche per il mio piccolo ultimo che è arrivato quando meno lo aspettavamo, in un periodo di grandi difficoltà. Oggi ha 4 anni e non possiamo immaginare la vita senza di loro! Mi ripeto spesso che dove non lo aspettiamo, lì sta il tesoro !

    Questo sono due testimonianze che ho trovato sul sito francese dell’ A.D.V. (Alleanza per i Diritti alla Vita) http://www.adv.org. Stranamente non trovo mai sui siti italiani testimonianze di donne che si sono confrontate con il problema dell’aborto.
    In Francia le organizzazioni pro-aborto sono passate all’attacco. A marzo con un campagna pubblicitaria aberrante nella rete del metro e del RER : Un caleidoscopio di facce della felicità dove spiccano tre parole-chiave – sessualità, contraccezione e aborto – con lo slogan “un diritto, la mia scelta, la nostra libertà”. Ma la sensibilità dei movimenti pro-aborto in Francia è incommensurabile ! Vanno sino ad affermare che le “donne che dicono di rimpiangere di avere scelto l’IVG”, parole di Elisabeth Aubény – femminista storica –“sono donne nevrotiche che avranno sempre qualcosa di cui lagnarsi”.
    Lo scopo di tutto questo ? Banalizzare al massimo l’aborto. Ed è un continuo battage di interviste, partecipazioni trasmissioni televisivi e radiofoniche, articoli. Ma i siti francesi in difesa della vita sono numerosissimi, molto partecipati e la battaglia sarà dura. Aspettiamoci tuttavia un’alzata di scudi dalle Bonino nostrane.

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