Le interviste esclusive del Falco: Paola Binetti.
Mag 30th, 2008 | By fcmerello | Category: VETRINA->

Due anni fa tutti a chiedersi chi fosse, ora è difficile trovare qualcuno che non la conosce. Paola Binetti, medico e professoressa all’Università Campus Biomedico di Roma ma - soprattutto - ex senatrice e ora deputato del Pd, sempre in prima linea sui temi eticamente sensibili, ci concede una breve ma completa intervista in esclusiva per il Falco.
D: On. Binetti, intanto grazie per la disponibilità; iniziamo subito con una domanda facile facile: perchè il Pdl ha vinto?
R: Il Pdl ha vinto perchè ha saputo intercettare meglio i desideri di cambiamento del Paese: c’era un forte bisogno di sicurezza e di legalità che l’atteggiamento fermo della Lega sembrava garantire assai di più di quanto non facesse la Sinistra Arcobaleno, garantista dei diritti di alcuni, ma sempre a scapito dei diritti di altri.
Infatti una lettura attenta dei risultati elettorali dice chiaramente che il vero vincitore di queste elezioni è stato il partito della Lega, con un messaggio molto chiaro, anche se non sempre del tutto condivisibile nei modi. Inoltre la Lega ha mostrato di aver costruito in questi ultimi anni un forte radicamento sul territorio grazie anche ad una politica capillare fatta durante le elezioni amministrative. Con tutto ciò ricordiamo ancora che vincere le elezioni è più facile che governare e la sfida del pdl è appena iniziata. Il popolo italiano negli ultimi 15 anni ha mostrato una starordinaria voglia di cambiamento e di alternanza: più incline a protestare e a criticare che a confermare la classe di governo…
D: Molti affermano che abbia giocato un ruolo chiave la sicurezza, dimostrato anche dalla sconfitta di Rutelli alle amministrative di Roma: come ci dobbiamo porre noi cattolici - a parte le posizioni partitiche - di fronte a questo problema?
R: Il tema della sicurezza è un tema importante, tanto più in un’Europa allargata e in un’epoca di globalizzazione. Stiamo globalizzando i mercati, ma si sta globalizzando anche il senso della fame e della povertà, per cui le grandi emigrazioni di popoli rifettono anche un bisogno assoluto di sopravvivenza. I cattolici hanno un duplice e forte dovere:
- da un lato esportare nei paese a maggior indice di povertà cultura e risorse, per migliorare in loco le loro condizioni di sopravvivemza, rendendoli il più autonomi possibili : cfr quanto sta già facendo la Comunità di Sant’Egidio e moltissime missioni cattoliche
- dall’altro attivare nel nostro Paese una rete di solidarietà, in cui pubblico e privati, possano creare le condizioni che meglio riflettono la pari dignità di tutti gli uomini, cfr quanto sta già facendo la Caritas
Tutto ciò però non può essere affrontato da un unico Paese, per quanto generoso e ricco…occorre una rete internazionale che prima di tutto si impegni per il rispetto dei diritti umani in quelle zone -basta pensare al Darfur- in cui nonostante l’abbondanza di risorse naturali la povertà mostra il degrado morale dei paesi ricchi, che sfruttano la povertà aumentando sempre più il divario tra ricchi e poveri.
La tutela dei diritti umani e la questione sociale sono tra gli obiettivi su cui i cattolici debbono impegnarsi con passione, con tenacia e con intelligenza per dare davvero un contributo efficace alla realizzazione del Bene comune, globalizzando soprattutto il riconoscimento della dignità umana e il benessere di tutti, non solo il malessere della povertà.
D: Difesa della vita, promozione della famiglia, lotta alle droghe: il governo Prodi - quando è intervenuto - non ha agito sicuramente bene. Ricordiamo il ritiro della firma italiana contro la sperimentazione sugli embrioni, l’innalzamento dei limiti della legge sulle droghe, le linee guida dell’ex ministro Turco sulla legge 40… sebbene lo stesso Giovanardi abbia lodato l’azione del ministro Bindi nella politica per la Famiglia. Dove si è sbagliato e dove si è fatto bene e perchè?
R: In materia di temi etici, prima di tutto distinguiamo tra i temi di cui si è discusso e le decisioni che si sono prese: non mi risulta che siano state prese decisioni a detrimento della famiglia, anche se il dibattito sul rapporto tra coppie di fatto e famiglia ha riscaldato gli animi. Analogamente per quanto attiene al rispetto della vita dal suo concepimento fino alla morte naturale: direi che non è stata varata nessuna legge che potesse creare ambiguità sulla dignità di fine vita , mentre la revisione delle linee guida della legge 40 rendendo possibile la diagnosi pre-impianto rende possibile scivolare in posizioni di tipo eugenetico. Il decreto del Ministro sull’innalzamneto dei limiti della droga è stato ritirato, ecc. ecc…
In definitiva molto si è discusso di temi sensibili in un clima in cui la pluralità delle posizioni spesso francamente non condivisibili ha creato vari patemi d’animo. Ma altrettanto limitata è stata l’attività legiferativa e la funzione critica è stata esercitata dall’interno del Pd, sfruttando al massimo la situazione contingente di una maggioranza molto ristretta.
Vedremo ora cosa farà in positivo il Pdl: al di fuori delle chiacchiere e dei proclami contano i fatti… e li stamo aspettando.
D: Cosa si aspetta dalla prossima legislatura nelle tematiche a noi care? E che contributo può dare il Pd su questi temi?
R:Brevemente mi aspetto prima di tutto che la Pdl mantenga le promesse:
a) rilettura della 194, con il famoso ticket a favore della prevenzione e con specifiche offerte alternative alle donne che potrebbero abortire per una condizione di povertà e di insicurezza professionale
b) sospensione e ritiro delle linee guida della legge 40
c) proposta all’ONU della moratoria Ferrara, con tutta l’energia e la determinazione possibili
d) ampliamento delle cure palliative e diffusione della cultura che prevenga la richesta eutanasica
e) politiche per la famiglia, non solo in termini di servizi, ma anche a sostegno della natalità
f) carico fiscale molto più leggero per le famiglie e politiche salariali di contrasto alla povertà
g) lotta alla precarietà giovanile, soprattutto con i neolaureati, per consentire la ripresa di politiche per la innovazione, la ricerca, e la integrazione sociale
h) politiche per la sicurezza e per la legalità sempre integrate con politiche per la solidarietà
i) rilancio delle politiche educative per contrastare l’emergenza educativa
l) riconoscimento sempre più ampio del valore pubblico delal religione, nel rispetto di tutti, ma con un contributo forte e significativo alle iniziative promosse dalla Chiesa verso i giovani, i malati, gli anziani, gli immigrati e qualunque classe sociale svantaggiata
FcMerello
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certe volte mi sembra di essere un minus habens, ma non ho capito ancora come la signora Binetti si sia intruppata prima insieme a comunisti e radicali, ora, nel Pd, insieme a ex comunisti e radicali
“Non sono i sani che hanno bisogno del medico………………”
Pur ringraziando l’On. Binetti della cortesia, della disponibilità e pur lodandone la correttezza personale e l’impegno profuso per il bene comune, non posso esimermi dall’esprimere disappunto per quel che riguarda le considerazioni in merito alla passata, disgraziatissima legislatura.
E’ pur vero che l’immobilismo dello scorso Governo Prodi ha evitato danni ancora peggiori al tessuto sociale italiano, ma i fatti ci sono e sono lì a gridare: le politiche economiche di Padoa Schioppa e soci hanno ridotto le famiglie numerose sul lastrico, i continui assalti all’arma bianca contro l’istituzione del matrimonio hanno gravemente nuociuto, toccando ciò che prima era intoccabile (perché addirittura costituzionalmente sancito).
E poi le linee guida alla legge 40, che giustamente lei stessa chiede vengano riviste, la politica scellerata del ministro Mussi, la relazione sulla legge 194, e via discorrendo.
Mi chiedo quali sarebbero oggi le prospettive se la parte politica sostenuta dall’on. Binetti avesse vinto.
Meglio non pensarci…