Piccolo elogio di Almirante
Mag 28th, 2008 | By FalcoConservatore | Category: POLITICA NAZIONALE->
Questa mattina il Presidente della Camera Gianfranco Fini non ha tentennato nel condannare e giudicare vergognose alcune parole a firma di Almirante, citate da un deputato del Partito Democratico, intervenuto a proposito della volontà del neo-sindaco di Roma Alemanno di intitolare una via proprio al leader del Movimento Sociale Italiano.
Quelle parole del compianto Almirante non possono essere giudicate altrimenti: sono razziste (e non a caso apparse nella “Difesa della Razza”), frutto di un clima d’odio in un periodo buio dell’Italia. Eppure non è legittimo cancellare in questo modo quanto di positivo è stato compiuto da Almirante durante la sua lunga carriera politica. Persino gli avversari politici riconoscono che il politico dell’Msi lavorò sempre per evitare il degenerare delle violenze e per portare nell’Arco Costituzionale la destra più dura. Anzi, Almirante fu uomo onesto ed integro in un periodo di corruzioni e di malaffari, che invece infettarono la classe politica al Governo e all’opposizione, a sinistra (si pensi ai vari finanziamenti occulti, da parte di una potenza nemica come l’Unione Sovietica). In più, fu proprio lui a scegliere come suo “delfino” Gianfranco Fini, che oggi può essere giustamente felice di aver portato la destra italiana ai vertici delle Istituzioni. Coloro che si scagliano contro Almirante si dimenticano troppo facilmente che negli anni del fascismo molti intellettuali (poi posizionati a sinistra) collaborarono con il regime, scrivendo anche cose di cui non erano del tutto convinti. E a questo proposito si potrebbero citare alcuni esempi:
Giovanni Spadolini su ‘Italia e Civilta” nel febbraio 1944 lamentava che il fascismo avesse perso poco a poco “il suo dinamismo rivoluzionario proprio mentre riaffioravano i rimasugli della massoneria, i rottami del liberalismo, i detriti del giudaismo”. Amintore Fanfani, nel libro ‘Il significato del corporativismo’, nel 1941 esalta “i legami che vincolano virtu’ civica, valore militare, sanita’ di razza, sentimento religioso, amor di patria”. Inoltre, scriveva che era necessaria “la separazione dei semiti dal gruppo demografico nazionale”, poiche’ “per la potenza e il futuro della nazione gli italiani devono essere razzialmente puri”. Giorgio Bocca sul giornale della federazione fascista di Cuneo nel 1942 scriveva: “Sara’ chiara a tutti la necessita’ ineluttabile di questa guerra intesa come una ribellione dell’Europa ariana al tentativo ebraico di porla in stato di schiavitu’” e Eugenio Scalfari, su ‘Roma fascista’ nel 1942: “Soltanto la diseguaglianza puo’ portarci alla aristocrazia”.
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/politica/rep_politica_n_3142308.html
Non è poi neanche il caso di ricordare che la quasi totalità della dirigenza comunista aveva come obbiettivo primario quello dell’instaurazione di una dittatura del proletariato, e intratteneva strettissimi rapporti con il macellaio e sterminatore di popoli Stalin. Inutile citare il pensiero di Togliatti sui soldati italiani prigionieri in Russia. Inutile ricordare che, a differenza di Almirante, Lenin e Togliatti possono fregiarsi di varie intitolazioni di strade, e quasi nessuno si è mai lamentato. Quindi nessuno può scagliare la prima pietra, in questo senso.
Almirante ha tutto il diritto di vedere riconosciuta la sua grande opera e i suoi meriti: fu uomo probo, onesto, fedele e leale sostenitore della Patria e della bandiera, e consapevole della necessità di staccarsi dalla destra invischiata nella violenza più becera. Nessuno può contestare il suo impegno per migliorare, attraverso il sostegno di altissimi valori quali Dio, Patria, Famiglia, le condizioni dell’Italia. I suoi discorsi limpidi e chiari, fortissimi nella loro valenza morale, restano scolpiti nella memoria di coloro che ebbero la fortuna di ascoltarlo e di seguirlo nei suoi viaggi. Ancora oggi egli rappresenta una figura mirabile e un richiamo continuo per chi intende definirsi “di Destra”.
FalcoConservatore
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