Per una politica seria sui ROM e sull’immigrazione

Mag 21st, 2008 | By FalcoConservatore | Category: POLITICA NAZIONALE

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Per iniziare con serietà un discorso in sè difficile, considerate le polemiche di questi ultimi giorni, vi deve essere innanzitutto la consapevolezza che il Governo italiano non è in proncinto di varare alcuna norma per l’espulsione di massa o per la distruzione immediata di tutti i campi Rom.
Ma se questi campi risulteranno illegali, in contrasto con le norme dello Stato (per ipotesi: occupazione abusiva di solo pubblico, allacciamenti abusivi a rete dell’acqua o del gas, mancanza dell’approvazione degli organi tecnici comunali) giustamente si dovrà provvedere per il ripristino della legalità, attraverso l’utilizzo dei fondi comunitari per l’integrazione.
Ovviamente nei casi più gravi, di comprovata e diffusa illegalità, sarà anche possibile lo sgombero. Non è infatti possibile permettere la costruzione di vere e proprie “favelas” nelle periferie, come si può verificare nel caso di Roma.

I Rom non vanno criminalizzati in sè, perchè la responsabilità penale è dell’individuo. Certo lo Stato fa bene ad aumentare le pene previste per reati di grave impatto sociale (furti, rapine in villa fra tutti).
In discussione vi è anche il reato di immigrazione clandestina: il primo impatto verso questa proposta è positivo, perchè non è possibile permettere l’ingresso in Italia senza alcun controllo sull’identità della persona, e i conseguenti rischi per la sicurezza. In più, una immigrazione selvaggia e non controllata potrebbe provocare diffusi fenomeni di instabilità sociale e di mancata integrazione (si pensi alle periferie parigine).

Quindi, in sintesi: no alla criminalizzazione generica, sì ad una politica più dura, se si vuole anche a leggi draconiane, per garantire la sicurezza dei cittadini italiani (e lo Stato italiano deve pensare a questo prima di ogni altra cosa) e il rispetto delle regole. Sono finiti i tempi del buonismo e di una concezione distorta della tolleranza, che hanno causato l’ingresso non controllato di centinaia di migliaia di persone, fra cui vi sono -ebbene sì- molti delinquenti, pur senza (come è già stato detto) generalizzare. I “nuovi venuti” dovranno dimostrare di avere un reddito legale e dichiarare inoltre la propria abitazione, sempre a norma di legge.

E’ iniziato quindi il tempo della serietà, dei provvedimenti duri e necessarie per rispondere alle esigenze di tutela della sicurezza. Questo hanno chiesto gli italiani, e questo sarà dato dal Governo.

FalcoConservatore 

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5 comments
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  1. Qui siamo d’accordo.

  2. Io non sottovaluterei nemmeno i campi regolari. Un servizio trasmesso due sere fa da Matrix sottolineava come quelli milanesi siano in realtà rifugio sicuro per chi di loro ha intenzione di delinquere senza rischiare l’ingerenza delle autorità. In quello mostrato in TV ad esempio vi era un consistente numero di carcasse di auto evidentemente rubate. E il campo era regolare…regolarissimo!

  3. duri? io direi giusti. perchè per gli italiani devono valere tutta una serie di regole, compreso quello di avere la propria dichiarazione di redditi sulla rete, e altri invece molto meno?
    noi siamo identificabili, collocabili, dal n di scarpe al gruppo sanguigno. bene o ci si adatta oppure chi è CIRCOLANTE continui a circolare… sul serio però…

  4. Andrea ha ragione: anche i campi regolari devono essere davvero… REGOLARI. Certo che, comunque, se si spostano i controlli inutili della GdF dagli scontrini dei caffé dei bar ai campi nomadi…

  5. 3y0h9kwxv7wvueb6

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