Sicurezza: davvero sta cambiando qualcosa. Ma allarghiamo il campo…
Mag 16th, 2008 | By ugodepayens | Category: POLITICA NAZIONALE->
Il Ministro La Russa ieri ha formulato la sua proposta sull’utilizzo di forze dell’Esercito per compiti di polizia. “Stiamo studiando un ddl per un pattugliamento dalle 18 alle 2 di notte, partendo da 6-7 città”, ha detto La Russa. “Si tratterebbe di prevedere in ogni città 100 gruppi composti da 5 persone, ad esempio poliziotto, carabiniere, soldato, vigile urbano”.
Mi sembra che la proposta sia molto buona: unire alla preparazione di un poliziotto la capacità militare di un soldato, la competenza di un carabiniere e la conoscenza del territorio di un vigile urbano è il coktail giusto per rompere le uova nel paniere a spacciatori, rapinatori e delinquenti notturni vari.
Logisticamente parlando le difficoltà ci saranno e non saranno poche, evidentemente, ma risoolvere quessto tipo di problemi servirà anche a costruire una migliore rete di collaborazione tra tutte le forze che agiscono sul territorio, che spesso nemmeno si conoscono tra di loro. tanto più che un vigile urbano, vedendo da vicino il comportamento di un carabiniere di pattuglia, di sicuro se ne gioverà anche durante il suo lavoro diurno, ed un poliziotto, di contro, scoprirà grazie all’esperienza sul terreno del vigile che gli sta accanto zone e particolarità del territorio che gli erano giocoforza sconosciute.
Siamo quindi ad un’ipotesi molto diversa da quella dei Vespri Siciliani, durante i quali i soldati (di leva) presidiavano obiettivi caldi e rispondevano ad un comando interforze locale, un comitato misto civile-militare.
Oggi la professionalità e l’addestramento dei nostri militari, sempre più spesso utilizzati in compiti di peace keeping in varie zone del mondo, si presta bene al ruolo immaginato da La Russa.
Certo, il sogno rimane ancora quello di vedere un’autentica National Guard italiana, da poter dispiegare in situazioni come queste e sempre combat-ready, ma l’emergenza sicurezza richiedeva risposte immediate. Risposte che giungono ormai chiare, anche dalla maxi-operazione congiunta con la polizia rumena, che ha portato a decine di espulsioni e ha fatto capire ai malviventi d’importazione come il clima politico sia cambiato radicalmente.
Fa bene il Governo Berlusconi a preferire la linea dura: è ciò che gli elettori hanno richiesto a gran voce, ed è quello che serve per evitare che l’Italia si trasformi sempre più in un gigantesco parco giochi per malviventi, autoctoni o immigrati che siano.
I fatti di Napoli però stanno anche ad evidenziare un problema molto grave. La reazione della gente contro i campi nomadi è stata infatti pilotata e anzi cavalcata dalla camorra. Il danno qui è enorme, e si rivelerà ancora maggiore se non si provvederà con tempestività a riportare alla normalità (verrebbe da dire “alla civiltà”) tutta quella serie di fattori che stanno rendendo l’area partenopea il più colossale guazzabuglio di illegalità mai visto in questo disgraziatissimo Paese.
La questione sicurezza, là, si ricollega in modo strettissimo a quella dei rifiuti, sui quali la camorra ha sempre fatto affari d’oro. Lo smaltimento dei rifiuti, d’altra parte, è questione squisitamente amministrativa, e ciò ci induce a pensare che smaltire la monnezza significa anche per forza di cose cambiare il modus operandi della classe politica e amministrativa campana.
Se dunque il Ministro La Russa ha sfornato un’idea molto buona, invitiamo ora però anche il Presidente del Consiglio ed il Governo tutto a far pressioni perché tutti i responsabili politici (almeno quelli ancora in carica) vengano messi in condizioni di non nuocere più. Parliamo dunque di Bassolino, parliamo di Jervolino, parliamo di tutta quella serie di sindaci che pensano più alla loro clientela che al bene comune.
Ripulire le strade dai criminali serve a poco, se non si ripuliscono contemporaneamente l’amministrazione pubblica (e brunetta ci sta facendo ben sperare) e la politica locale.
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