Il Partito Democratico liquefatto e all’angolo
Apr 30th, 2008 | By FalcoConservatore | Category: POLITICA NAZIONALE->
Dopo le Elezioni Politiche nazionali, le amministrative e i ballottaggi, è tempo di compiere una analisi, perlomeno a grandi linee, dei cambiamenti e degli spostamenti in atto presso l’elettorato italiano. Lo spostamento verso centrodestra del paese è evidente: se alla coalizione guidata da Berlusconi e formata da PDL, Lega Nord e MpA aggiungiamo i partiti di UdC e La Destra, di sicuro non riferibili al centrosinistra, possiamo facilmente constatare che l’elettorato moderato e di destra va ben oltre il 50%, ed è quindi maggioranza assolta, con una partecipazione al voto comunque forte, sopra l’80%.
Mentre la Sinistra radicale ormai è ridotta ad un residuo e marginale 3%, ed è totalmente esclusa dai grandi giochi politici, il PD alleato con l’IdV raccoglie poco più del 37% dei consensi, non molto al di là di un terzo dell’elettorato. Il centrosinistra, nel complesso, ne esce disfatto e ridotto ai minimi termini. La batosta è resa ancora più dolorosa dall’arretramento anche a livello locale, con la perdita della Regione Friuli e di molte amministrazioni comunali, fra cui Roma, capitale d’Italia.
Il Partito Democratico raggiunge con la guida di Veltroni un risultato pessimo, al di là della propaganda che somiglia tanto una arrampicata sugli specchi. Con una SA ridotta al 3%, il PD per sorridere (o almeno non piangere) doveva superare abbondantemente e da solo il 37%. Il Segretario subisce anche la sconfitta personale a Roma, dove la sua politica, fatta di Notti Bianche, Festival, cerimonie e festeggiamenti (come si suol dire, tanto fumo e poco arrosto) viene sbaragliata dalla concretezza di Alemanno, che riesce a battere con ben 7 punti di distacco il “delfino” di Veltroni, Francesco Rutelli.
Il partito ne esce liquefatto e all’angolo. Non servirà certo una alleanza con l’UdC per uscire dal guado, ed è facile capire il perchè. Innanzitutto l’UdC non è compatta e il serbatoio di voti siciliano risponde unicamente a Cuffaro, che è ben lontano dal volere l’alleanza con i democratici (e, d’altra parte, sarebbe Di Pietro a rifiutare di andare a braccetto con Totò). Poi, con uno spostamento evidente al centro, il PD perderebbe voti a sinistra rimpolpando la SA, che comunque dovrà attendere 5 anni per tornare in Parlamento. Infine, come si può vedere tutte le promesse di Veltroni su un “gruppo unico” si sono infrante, e Italia dei Valori e Radicali si avviano a costituire gruppi autonomi e distinti, umiliando così un impotente PD.
Il centrosinistra viene sconfitto con una batosta memorabile, da annali, e non vede all’orizzonte la speranza di uscire da questa situazione. Il primo appuntamento è costituito dalle Europee del 2009, ed è forte il rischio di una ulteriore disgregazione della coalizione veltroniana, visto che il sistema è di tipo proporzionale.
Solo se il Governo Berlusconi non manterrà le promesse ci sarà un nuovo spostamento a sinistra. Ma considerati la grande maggioranza a disposizione, la guida forte e sicura del Cavaliere, il patto di ferro fra PdL e Lega, la rinnovata fiducia degli italiani, le speranze di un buon governo sono destinate a diventare molto probabilmente realtà. Il PD può forse affidarsi ad un nuovo Segretario (considerato che Veltroni ha condotto il partito al disastro), magari Bersani. Ma questi sono loro affari interni.
FalcoConservatore
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E’ ovvio che dopo una sconfitta ci siano le analisi… avvenne anche nella ex CDL che si era disintegrata dopo il voto del 2006.
Credo che il grande errore di Veltroni sia stata la troppa mollezza nel dibattito elettorale.
A me piace uno stile più pacato, ma non tutti la pensano come me.
Già hai i media del tuo avversario che martellano, in più fai il santarellino e cerchi di spiegare in modo pacato il programma… purtroppo non funziona in questa italia un discorso simile… qui vince chi urla di più e chi cerca di demolire l’avversario.
L’errore più grande è stato non fare la legge sul conflitto d’interessi, che ha permesso al PDL di schierare 3 televisioni e 29 testate giornalistiche a suo favore.
La gente comune non distingue le notizie vere da quelle false e non aprezza le sfumature su dati come il rapparto debito/pil rientrato nelle regole europee, ne le entrate extra-gettito dell’evasione fiscale… la gente comune vuole sentire promesse urlate a gran voce.
Su roma poi non ha perso il modello Veltroni, ma ha perso RUTELLI che non lo rivoleva nessuno… sarebbe bastato mettere un candidato NUOVO!!!!! e la cosa sarebbe andata in un altro modo.
Che analisi squinternata… e che memoria corta!
La CDL dopo le elezioni del 2006 era messa molto peggio, si sono scornati fino a gennaio di quest’anno, già dimenticato?!?
Fini ha preso a schiaffi Berlusconi fino a qualche mese fa salvo poi giustamente ricredersi visto l’imminente turno elettorale!
Il PD al 37%?
Ma siamo matti?!?
Se avesse raggiunto il 37% sarebbe il primo partito come numero di voti, questa è davvero un’enormità!
Il 37% l’ha raggiunto a malapena il PDL, il PD ha raggiunto il 33% ed è anche andata bene visto che ha guadagnato 500/700 mila voti rispetto alle politiche del 2006… Il PDL in confronto ha perso 100 mila voti in confronto al dato del 2006.
Ed il Friuli Venezia Giulia?
E’ sempre stata una regione di centro, governata da sempre dalla democrazia cristiana ed il governo Illy è stato solo una parentesi tanto che anche 4 anni fa ds e margherita presero molti pochi voti ed Illy fu eletto grazie al voto disgiunto ed alla sua lista civica, fu insomma una scelta non politica da parte dei friulani.