Si sgretola l’omertà nei confronti della Cina

Apr 10th, 2008 | By FalcoConservatore | Category: POLITICA INTERNAZIONALE

Finalmente , dopo alcune settimane di dibattiti e accese discussioni, alcuni leader occidentali riflettono sull’opportunità o meno di presenziare all’apertura dei Giochi olimpici a Pechino. Il primo a prendere posizione è stato il Presidente francese Sarkozy, che ha addirittura adombrato la possibilità di boicottare i Giochi nel caso in cui la Cina non dovesse fermare la repressione in Tibet. Poi i candidati alle Presidenziali statunitensi Hillary Clinton e Barack Obama hanno chiesto a Bush di non andare in Cina, e di attuare una politica più rigorosa nei confronti della dittatura comunista. Infine, notizia di ieri, il premier inglese Gordon Brown, pur sottolineando che “non si tratta di un boicottaggio nei confronti della Cina,  ha annunziato che non sarà presente all’inaugurazione delle Olimpiadi. Con lentezza e difficoltà, ma in modo sempre più visibile, si sta dunque sgretolando quel muro di omertà e di silenzi che aveva consentito alla Cina di agire indisturbata in Tibet, al di là delle manifestazioni di dissenso da parte dell’opinione pubblica occidentale. Anche il viaggio della fiaccola olimpica offre l’occasione per dimostrare che i cittadini comuni non hanno dimenticato la situazione dei monaci tibetani, e i vari tentativi di spegnimento della fiamma, le dimostrazioni, le proteste, attirano l’attenzione dei media sulla gravissima repressione in quell’area del pianeta. Ora, finalmente, anche alcuni capi di stato e di governo hanno deciso di non rimanere immobili, anche se queste misure risultano insufficienti per delle vere e forti pressioni verso il regime cinese. Ma attendiamo con fiducia e pazienza, comunque contenti del fatto che i primi passi sono stati compiuti.

 

FalcoConservatore 

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2 comments
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  1. Vero, la strada è ancora lunga. I capi di stato si muovono con la solita colpevole lentezza, ma almeno parlarne non è più uno dei tanti ipocriti tabù.

  2. io invece vorrei che i capi di stato andassero. Ma a denunciare in casa del leone che il mondo non è più disposto a tollerare l’arroganza cinese. e mi auguro che se e quando la fiaccola olimpica passerà per Lhasa qualcosa succeda…..

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