Analisi finale sui sondaggi: tendenze e previsioni
Mar 29th, 2008 | By FalcoConservatore | Category: SONDAGGI->
E’ ormai scattato il black-out totale sulla pubblicazione dei sondaggi, e possiamo limitarci all’analisi degli ultimi dati pervenuti ( ma come si può leggere nell’articolo in Vetrina, fra qualche ora sarà a disposizione una newsletter riservata per continuare a sondare gli spostamenti elettorali). Gli ultimissimi sondaggi dimostrano sostanzialmente che il vantaggio di Berlusconi su Veltroni rimane forte, consolidato, e che nonostante un leggero “rosicchiamento” da parte del PD, molto probabilmente ci sarà una larga vittoria per il Cavaliere alla Camera dei Deputati. Persino la casa di sondaggi SWG - che ben conosciamo - certifica che ad oggi i punti di distacco sono ben 5. Nonostante la “propaganda” di alcuni quotidiani nazionali (si veda l’articolo pubblicato nella categoria “Politica Nazionale”), la stragrande maggioranza delle altre rilevazioni assegna un distacco superiore ai 6 punti, e talvolta anche ad 8, con una “media” che si aggira sui 7 punti percentuali. Il sondaggio “preferito” da Berlusconi, ovvero Euromedia Research, l’unico tra l’altro che azzeccò sostanzalmente il risultato delle elezioni del 2006, fornisce un corposo +8,6%, il che fa ben sperare per i risultati definitivi del 14 Aprile.
L’attenzione di tutti i partiti è destinata a rivolgersi verso gli elettori che si definiscono “indecisi”, e che potrebbero influenzare i flussi elettorali, anche negli ultimi giorni e nelle ultimissime ore di campagna elettorale. Tuttavia, non bisogna lasciarsi ingannare di fronte a certe percentuali (30% di indecisi, ad esempio): infatti, moltissimi elettori alla fine decideranno di non recarsi alle urne, e la vera “quota” di indecisi è ben inferiore a quello che sembra. E’ pur vero che i leader dovranno impegarsi a fondo per conquistare il maggior numero di voti possibile di questi indecisi, e che chi riuscirà ad attrarli potrà giovarsi di un aumento delle proprie percentuali finali. Le speranze per Veltroni, però, rimangono basse: per un recupero del 5% (ma come abbiamo detto, la media generale dei sondaggi è del 7%) dovrebbe convincere molti, troppi elettori che ancora non sanno per chi votare.
Le ultime considerazioni riguardano il Senato della Repubblica: è qui che si gioca, fino in fondo, la vera partita. Berlusconi ha paventato il rischio di un “pareggio” nel caso in cui gli elettori riferibili all’area di centrodestra non votassero per il PDL, bensì i partiti minori come UdC e La Destra. Effettivamente le variabili in campo sono numerose, ed il risultato di UdC, La Destra, e, dall’altra parte, della Sinistra Arcobaleno, possono condizionare il numero di seggi regione per regione. Cosa ci dicono gli ultimi sondaggi a disposizione? A ben guardare, sussiste una certa “polarizzazione” a beneficio dei due partiti maggiori, e pertanto -a grandi linee- possiamo dire che la Sinistra Arcobaleno tende più verso al 7% che verso l’8% (e anzi in molti sondaggi tocca addirittura il 6%), e che per l’UdC la percentuale che torna più volte è quella del 6% circa. Ciò significa che per questi partiti sarà difficile raggiungere la fatidica soglia dell’8% in molte regioni-chiave, e che per il PDL potrebbero scattare preziosissimi extraseggi in Lombardia e Veneto (che non ci sarebbero,invece, con una UdC o SA sopra l’8%). Se il PDL dovesse essere sconfitto in regioni come Liguria,Lazio e Calabria, non ci sarebbe la necessità di dover spartire la quota seggi destinata ai “perdenti” con altre forze politiche. Ecco perchè Berlusconi, anche di fronte alla perdita di certe regioni in bilico, potrebbe comunque sperare di superare i 162 seggi in Senato, ovvero la maggioranza assoluta.
L’appuntamento elettorale ormai è alle porte, mancano solo 2 settimane al week-end di passione. Ancora molte cose possono avvenire, e le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Ma al momento, con i dati a nostra disposizione, possiamo legittimamente affermare che il Popolo della Libertà è in vantaggio sul Partito Democratico, e che vi è una grande probabilità di ottenere la maggioranza di seggi anche al Senato. A Berlusconi spetta il compito di presevare, e anzi di allargare il più possibile, questo vantaggio, n modo tale da consentire un’ampia governabilità fino al termine naturale della legislatura, e riconsegnare la parola agli italiani nel 2013.
FalcoConservatore
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