Da Bassolino ad Hamas, le sconcertanti dichiarazioni di D’Alema
Mar 4th, 2008 | By FalcoConservatore | Category: POLITICA NAZIONALE->
Le recenti dichiarazioni di D’Alema in difesa del governatore della Campania Bassolino non possono che suscitare un senso di disgusto e di vergogna. Ecco le sue parole:
Sulla questione dei rifiuti a Napoli, è “eticamente inaccettabile questo scarico di responsabilità su una persona“. Lo dice il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, rispondendo alle domande dei giornalisti alla Stampa Estera, sulla gestione della crisi da parte del governatore della Campania Antonio Bassolino. “La gestione del commissariamento fa capo alla responsabilità del governo nazionale” fa notare il vicepremier, che invita “l’intera classe dirigente” a rendere conto delle scelte fatte negli ultimi anni, “anche nel periodo in cui ha governato Berlusconi. ( Apcom)
Per il ministro e uomo di punta del Partito Democratico, quindi, le responsabilità non cadono tanto a livello locale e su Bassolino, ma sono da ricercare a livello di Governo nazionale. Ebbene, qualcuno dica a D’Alema che il “Governo nazionale” è guidato da Prodi da quasi 2 anni, e che -a detta dello stesso sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino- Prodi era informato della pericolosità estrema della situazione già a gennaio dello scorso anno. E’ troppo facile per D’Alema scaricare le responsabilità su Berlusconi, e nascondere il fatto che i suoi compagni di partito esercitano il potere sulla Campania da più di un decennio, a tutti i livelli. Il “Baffino” è forse vittima di qualche strana amnesia? Noi non lo crediamo; l’uomo è un gran furbetto e sicuramente agisce per tentare di riparare l’enorme falla che si è creata nel sistema di potere in Campania. Purtroppo per D’Alema, queste dichiarazioni in realtà non fanno che peggiorare la situazione: la tentata difesa di Bassolino assomiglia più a un occultamento delle gravi responsabilità politiche del Governatore. Inoltre, se “la classe dirigente deve rendere conto” delle scelte operate, perchè D’Alema non ha richiesto le dimissioni del Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio? C’è un colpevole sì o no? Se non è Bassolino, se non è Iervolino, chi è il “colpevole” di una situazione tragica, che ha causato terribili danni all’immagine dell’Italia, e ha messo in pericolo la salute di centinaia di migliaia di cittadini? Insomma, alla fin fine per D’Alema non ci sono colpevoli per i quali sono doverose le dimissioni, proprio perchè nessuna richiesta in questo senso è stata rivolta, nè ai responsabili degli enti locali, nè a quelli di livello governativo. Tutti innocenti, allora. Strano, perchè qualcosa in Campania evidentemente non ha funzionato. E’ davvero troppo facile parlare vagamente di colpe e responsabilità, senza fare nomi e cognomi. Stiamo parlando di responsabilità perlomeno politiche, perchè quelle giudiziare e a carattere penale le lasciamo all’accertamento della magistratura (ma anche qui non possiamo dimenticare che Bassolino è stato rinviato a giudizio per varie vicende legate alle gestione del cicolo dei rifiuti). Consigliamo a D’Alema di essere ben più preciso, e -considerata l’estremità delle colpe e della situazione- a chiedere rapidamente le dimissioni (per l’appunto doverose) di qualcuno. Intanto, assistiamo all’ennesima tentata difesa di Bassolino, ormai inviso ai più, che resiste pervicacemente sulla poltrona di Governatore.
E non è finita qui. Sono pervenute le seguenti dichiarazioni di D’Alema sulla situazione a Gaza, territorio coinvolto dall’operazione di difesa di Israele per tentare di mettere fine ai continui lanci di razzi da parte dei terroristi di Hamas:
È un’area sull’orlo del disastro quella israelo-palestinese se non si arriverà subito ad una «tregua politica» tra Israele ed Hamas e soprattutto se «non si apre un dialogo con chi governa Gaza». Così il ministro degli Esteri ha ricordato quando - in tempi non sospetti e prima della riunione voluta dall’amministrazione Bush ad Annapolis - proprio dalla Farnesina partì il suggerimento di aprire un dialogo con chi controlla Gaza sul terreno, cioè Hamas. Allora si scatenò il diluvio: proteste di Israele, freddezza dall’Europa e critiche anche in Italia.
Oggi D’Alema non si è limitato a chiedere la fine dei lanci di razzi su Israele ed una risposta proporzionata da parte dello stato ebraico: «è chiaro che se non c’è qualche distensione con Gaza, non si può fare la pace con Ramallah. È difficile che vada avanti il processo di pace con l’Anp se non si apre un dialogo anche con l’altra parte dei palestinesi che governa Gaza». (www.iltempo.it)
Anche in questo caso le affermazioni del Ministro del PD suscitano tanta vergogna e amarezza. D’Alema suggerisce ed auspica un dialogo con Hamas. Qualcuno gli dica, per favore, che Hamas è la stessa organizzazione che ha inviato decine di kamikaze in territorio israeliano per farsi esplodere e causare più vittime possibili in mezzo alla popolazione civile e inerme. E’ apprezzabile l’invito ad Hamas di cessare il lancio di questi razzi assassini; tuttavia c’è un limite a tutto. E’ forse possibile dialogare con questi assassini? E’ accettabile e realistico per Israele, in questa delicatissima fase, aprire un dialogo con chi progetta di ammazzare i cittadini dello Stato ebraico e ogni giorno incita all’annientamento di Israele? Suvvia! Sarebbe come chiedere, allo stato italiano, di riconoscere le Brigate Rosse, da un certo punto di vista. Invece, fortunatamente, vige la regola “non si tratta con i terroristi”, e ben fa lo stato italiano a non trattare in nessun modo con brigatisti o assassini di altro genere. Forse un giorno Hamas riconoscerà Israele e fermerà tutti i suoi piani criminali, e a quel punto certamente una certa forma di dialogo potrà partire (ma questo lo deciderà senz’altro Israele, se vorrà); ma ora questi auspici da parte di D’Alema risultano fuori luogo, e, peggio, assolutamente inconcepibili, fuori dalla realtà e dall’etica.
FalcoConservatore
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