Per Ingrid Betancourt continua il supplizio della prigionia. Il punto della situazione in Colombia

Feb 28th, 2008 | By FalcoConservatore | Category: POLITICA INTERNAZIONALE

E’ straziante la vicenda della prigionia di Ingrid Betancourt, rapita nel lontano febbraio 2002 durante lo svogimento della campagna per le elezioni presidenziali in Colombia. La Betancourt, candidata Presidente per il partito “Verde Oxigeno”, venne sequestrata dai guerriglieri delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia), responsabili di numerosi altri sequestri di esponenti politici colombiani, di atti terroristici e coinvolte nel narcotraffico internazionale. Per 6 anni sono continuate le trattative per la sua liberazione, purtroppo senza riscontri positivi, nonostante il grande impegno dimostrato dalle più alte autorità, fra cui il Presidente francese Sarkozy. Le FARC tengono prigioniera le Betancourt in quanto considerata ostaggio “prezioso”, in grado di mantenere elevata l’attenzione sulla situazione colombiana e di impedire al governo, guidato dal presidente Uribe, una azione decisiva per annientare definitivamente la guerriglia. Una azione armata, infatti, può portare alla morte di tutti gli ostaggi detenuti in zone inaccessibili della foresta pluviale. Dopo un periodo di lungo silenzio, oggi è pervenuta la notizia secondo cui la Betancourt sarebbe ancora viva. Alcuni ex-deputati, liberati dalle FARC dopo estenuanti trattative, hanno dichiarato di aver potuto vedere la donna, in condizioni di salute definite molto gravi. La situazione rischia quindi di precipitare, e grande è il timore di non riuscire a liberare la donna prima dell’irreparabile. Le condizioni di vita dei sequestrati, come è facile immaginare, sono pessime, ma nonostante questo le FARC continuano a rifiutarsi di accettare una missione medica incaricata di visionare e curare gli ostaggi. Come si può comprendere, inoltre, non è facile per il governo colombiano accettare le condizioni imposte dalle Forze Rivoluzionarie, che non smettono di compiere azioni terroristiche e di progettare attentati alla vita stessa del presidente Uribe, come è accaduto qualche anno fa. Non è possibile prevedere gli sviluppi di questa vicenda; è comunque un fatto molto positivo l’impegno dimostrato da alte personalità, come il Presidente Sarkozy, per ottenere al più presto la liberazione di una donna che non può vedere i propri cari, ed è costretta in quella terribile situazione di prigionia da ben 6 anni.

 FalcoConservatore

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